Commenti disabilitati su Da capri parte la mappatura di accessibilità trasparente.

Parte da Capri il censimento nazione tramite Federalberghi degli hotel accessibili.



(Ringraziamo innanzitutto Federalberghi Capri per averci fornito la lista degli hotel accessibili dell’isola Azzurra).
Per garantire maggiore trasparenza e per facilitare i diversamente abili a trovare nella meta scelta, l’Hotel più adatto alle proprie esigenze, Con l’esempio della presente, abbiamo inviato una richiesta a tutte le regioni affinché partecipino anche loro. Chiediamo  che ci vengano segnalati tutti gli Hotel accessibili, con la speranza che ci sia un’adesione da parte di tutta Italia e se ciò accadrà potremo continuare a fornire, come in questo caso, i dati raccolti. Il tutto come in nostro stile, sempre senza chiedere compenso economico né agli hotel né percentuali di qualsiasi genere e sorta. Crediamo che il turismo accessibile sia importante e si debba diffondere sempre più nel mondo. È pur vero che facendo delle ricerche su internet compaiono gli Hotel accessibili, ma nonostante ciò noi crediamo che non sia mai abbastanza aumentare la trasparenza. Un giorno  si spera che non ci sarà più bisogno di saper dove poter andare poiché sarà tutto accessibile, nel frattempo non vorremo però, che una difficoltà oggettiva, nel trovare la struttura adatta ad ospitare un disabile possa essere un guadagno per qualcuno che magari nel fornire l’informazione necessaria, ne crei un suo canale di prevendita del soggiorno. Faremmo presente alle strutture Federalberghi e inoltreremo per conoscenza anche al Ministro dei Beni, Attività Culturali e Turismo (Dario Franceschini) e al ministro delle pari opportunità, di accogliere un nuovo diritto, come nel caso ad esempio per i treni che l’accompagnatore di un diversamente abile può beneficiare di alcuni sconti. Sarebbe corretto infatti, che l’accompagnatore dei diversamente abili, per alloggiare agli alberghi potesse avere qualche sconto, poiché è una figura di cui un disabile ha necessariamente bisogno e di cui non può farne a meno.  Se il mondo è di tutti, di noi tutti è la responsabilità di renderlo tale , alla portata di chiunque, benestanti e non.

 

La tecnologia… una mano alla vita

Posted: 27th Febbraio 2017 by ecodiunorizzonte in Articoli
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Nella vita di un diversamente abile, non camminare o correre, implicano un risultato che fa ancora più male, quello di non essere autonomi. A quanti è successo di aspettare un pullman per spostarsi, e poi scoprire che quest’ultimo non fosse attrezzato? Quanti appuntamenti importanti persi e quanti posti non visitati, tutto a causa di un mezzo non accessibile. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, chi vive con difficoltà motorie, non può guidare un auto senza adattamenti specifici alle sue esigenze. A trovare un rimedio a questo disagio però, ci ha pensato l’azienda Fadiel Italiana in provincia di Venezia, a Meolo, la quale sviluppa e produce dei dispositivi di guida per i disabili. Qualche mese fa ha concesso la realizzazione di un sogno. Il sogno di Christian, il quale desiderava spostarsi semplicemente con la sua macchina, andare a lavoro, e dare un passaggio a chiunque l’avrebbe desiderato. L’azienda si è adoperata a realizzare questo desiderio, installando sull’auto del ragazzo un joystick elettronico che usa con la mano sinistra. Poche sono le case automobilistiche al mondo che producono joystick in grado di consentire di girare le ruote con grande facilità, e di girare lo sterzo tramite due motorini che lavorano a metà forza, e nell’eventualità del mal funzionamento di uno, l’altro prende il comando totalmente. È stato installato un freno acceleratore al braccio destro a mono leva, ed anche dei comandi vocali per dispositivi ausiliari, come le luci, il clacson, le frecce, i tergicristalli. Ed è così, che grazie all’altissima tecnologia d’Italia, il sogno di Christian è diventato realtà, e quello di molte altre persone come lui, potrà realizzarlo. È quando la tecnologia non costruisce armi o bombe, e si occupa di creare vita e non distruggerla, che il progresso diventa pura opportunità di un mondo migliore. (Tutto questo è stato possibile anche grazie all’enorme cuore di Capri, che ha sostenuto il ragazzo in questo suo desiderio.)

Commenti disabilitati su Chi come me meno fortunato non dà mai nulla per scontato

La vita è imprevedibile. Sì l’ho capito quella volta in cui mi son trovato a terra e non sapevo il perché. Per non parlare di quando mi hanno detto che avrei comminato con le ruote. Ah sì, quanto è imprevedibile questa vita. Lo è quando per vedere un film al cinema devi fare una denuncia. Lo è quando non puoi andare al ristorante con gli amici perché gli unici aperti hanno le scale. La vita è imprevedibile quando non ti sottometti alle ingiustizie, e la gente riesce solo a pensare che lo fai perché sei presuntuoso e arrogante. La vita è imprevedibile quando ti costringe a prendere una decisione, che non è quella che avresti scelto se solo si fosse posta in una situazione diversa. Quando è lei a scegliere per te, senza lasciarti alcuna scelta. È imprevedibile quando, a me che sono meno fortunato, non mi da mai nulla per scontato. La vita è imprevedibile quando ti viene anche “vietato” di guardare un panorama. Quando ti delude, ma dopo un attimo ti sorprende ancora. La vita è imprevedibile quando smetti di sognare e di lottare, ma subito dopo ti ridà la forza di continuare a sperare e a crederci. Già, la vita è proprio imprevedibile ed è per questo che la vivo con il sorriso e con il coraggio, perché se il peggio non fa sconti e non ha cuore, anche il meglio trova il modo per uscire.nascita_morte_rinascita

Carmelina Nicita & C.D

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Mancano alcuni mesi all’arrivo dell’estate e noi iniziamo a prepararci partendo dalle nostre spiagge. Come ben saprete, alle località costiere con acque pulite, le quali offrono anche particolari servizi, viene rilasciata su richiesta la bandiera blu. Affinché una località turistica possa essere ritenuta all’altezza di questa bandiera, tra i vari aspetti che deve curare, c’è anche quello inerente alla disabilità. Uno stabilimento balneare per poter essere ritenuto accessibile, deve avere dei requisiti fondamentali (imperativi) e almeno alcuni dei requisiti indicatori di qualità e pregio (guida). Un comune può avere più bandiere blu, ma soltanto se almeno una spiaggia, ha accesso e servizi per disabili. La località deve essere dotata di posteggi riservati, il percorso dal parcheggio fino all’ingresso, deve risultare anch’esso accessibile(attraverso rampe, elevatori meccanici e percorsi per non vedenti). Per quanto riguarda la spiaggia, deve esserci un percorso (passerella) che faccia da collegamento fino al mare ed è richiesta inoltre l’accessibilità a tutti i servizi dello stabilimento balneare (bar, ristorante-tavola calda, servizi igienici, spogliatoi e docce). Un altro fondamentale servizio, anche se ritenuto requisito guida, dovrebbe essere quello delle dotazioni per la balneazione. Una volta arrivati in riva, sarebbe corretto che ci fossero delle sedie Job, o qualsiasi altra piattaforma, per facilitare l’accesso in acqua. Servizi completi, che se messi in pratica potrebbero farci vivere un’estate da sogno. Come abbiamo visto, i disabili sembrano abbastanza considerati dalla bandiera blu. Se vi capita dunque di andare al mare ove sventola il prestigioso lenzuolo blu, e si tratta della spiaggia ad uso e fruibilità dei diversamente abili, dovreste trovare tutti questi servizi. Se malauguratamente non dovesse essere così, chiedete di adeguare.
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Carmelina Nicita

Lei che nulla può ma tutto fa

Posted: 8th Gennaio 2017 by ecodiunorizzonte in Articoli
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Le passioni nascono con noi, è come se ce le portassimo dentro da sempre, da non ricordare neanche da quanto tempo. Un po’ come il mio amore innato per la musica e per tutto ciò che comporta ad essa. Ricordo bene, quando da piccina, sulla mia sedia, accendevo il mio PC, quei modelli ancora fissi, che per ascoltare qualcosa bisognava alzare il volume delle casse, ecco sì, alzavo così forte la musica da far quasi scomparire tutto quello che avevo attorno. Probabilmente sognavo un giorno di potere essere anch’io una ballerina. Ogni movimento, ogni passo, quella leggerezza, disinvoltura, mi faceva sentire libera, almeno con la mente. Ma i bambini poi crescono e iniziano a scontrarsi con la dura realtà. Così, per un mio sogno infranto, c’era quello di un’altra bimba, Roberta, che si avverava. Coltivava il suo piccolo ma grande desiderio, con le sue gambe forti ma leggere, come quelle di una vera professionista. È cresciuta con la danza nelle vene, sapeva che niente e nessuno le avrebbero mai impedito di portare avanti la sua passione. Lei è Roberta Macrì, aveva 22 anni, una ragazza piena di vita, un vero e proprio leader per gli amici, quando un incidente automobilistico si intromise nella sua vita. In quell’incidente divenne una ragazza paraplegica, la sua tenacia però, non permise che questo cambiamento potesse rovinargli la vita. Così, un po’ alla volta, iniziò a scoprire un nuovo mondo, un mondo di cui inizialmente aveva paura, ma con il quale avrebbe dovuto prendere confidenza fin da subito. Oggi Roberta ha 28 anni, e grazie alla sua voglio di non mollare è riuscita ad ottenere l’autonoma giusta per poter continuare il suo sogno. Era impensabile per lei, accantonare quello che la faceva sentire viva, e con sforzo e determinazione è ritornata a ballare. “La danza per me è un insieme di cose ed emozioni, vita, poesia, sfogo. È un mezzo per dimostrare che la disabilità non è un limite” questo è il messaggio che la ragazza lascia ovunque si esibisca “La danza mi ha aiutata a superare la mia nuova condizione di paraplegia. Quando ballo mi sento libera di esprimere le mie emozioni, distaccandomi per qualche minuto dalla società che mi fa sentire prigioniera delle barriere e mi impedisce di vivere liberamente”. È naturale che quando ci si ritrova su una sedia a rotelle, per causa di qualcuno che non ha rispettato la legge, alcune domande sorgono spontanee. È stato così per Roberta, che dopo il suo incidente, ha iniziato a chiedersi cosa davvero significasse rispettare una legge. Le battaglie che intende portare avanti, non riguardano soltanto le barriere architettoniche, ma principalmente quelle mentali. Roberta non combatte più soltanto per se stessa, lei ormai ha già vinto, lo fa per chi non trova la forza e il coraggio di andare avanti, di accettarsi, di voler vivere in una società che cerca in tutti i modi di impedirlo. Vuol far capire che i sogni, le passioni, possono salvarti una seconda volta. E la danza, la salva ogni qual volta che ne ha bisogno.

Carmelina Nicita
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La vita che non ho visto

Posted: 6th Gennaio 2017 by ecodiunorizzonte in La voce delle emozioni
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Vi capita mai di pensare alla vita che non avete, che avreste voluto? Oh, a me sì, mi capita spesso di pensarci, e sì lo so che forse è sbagliato, ma credo che sia anche più che normale. Come posso non pensare alla mia vita, quella che sarebbe potuta essere, se solo potessi essere più padrone delle mie scelte e se e il mio corpo potesse rispondere alle richieste della mente? Se non fossi disabile, chissà cosa sarebbe la mia vita, chissà chi sarei oggi. Credo che in pochi pensano di vivere davvero la vita che avrebbero desiderato. C’è chi si pente di quella proposta di lavoro non accettata, o di quell’amore perduto, o chissà cos’altro. E poi ci sono io, con il mio desiderio di sapere cosa sarebbe stato, di come sarebbe stato, un desiderio che non ha in sé rabbia, non sono il tipo che chiede il famoso; “perché a me”. No. Questo non mi tormenta. Ho il mio equilibrio e la mia serenità, nonostante tutto non sia così facile. Ma nel mentre però, chissà davvero cosa sarebbe stato.


Carmelina Nicita
C.D her-eye

Commenti disabilitati su Diamoci una mano . Obbiettivi e finalità del Comitato Eco di un Orizzonte

mani-su-mondoVi spieghiamo dettagliatamente il motivo di questa pagina e iniziamo col presentarci. Siamo tre ragazzi, Christian, Carmen e Laura, conviviamo con delle difficoltà motorie e siamo accomunati da un unico obbiettivo. Abbiamo dunque pensato di creare un comitato, il nostro intento è quello di prendere le necessità di tutti, in tutta Italia, e farle un po’ nostre. Cercheremo di risolverli attraverso segnalazioni e tramite anche il nostro blog. Su richiesta il comitato potrà fare una segnalazione ad un ente, a scopo di sensibilizzazione, ma il tutto resterà una cosa formale. Se il nostro intervento di sensibilizzazione sarà vano, saranno gli interessati a dover fare normalmente denuncia alle autorità, perché il nostro intervento non si occupa di ciò. Consigliamo anche, quando si tratta di tematiche urgenti o gravi, di fare immediatamente denuncia, perché non vorremmo far perdere tempo a nessuno. Questo perché il nostro comitato non ha e non avrà fondi, tantomeno avvocati per tutelare i cittadini. Tenteremo di fare il nostro meglio, siamo soltanto dei giovani ragazzi che nelle loro possibilità vorrebbero rendere questa società un po’ più alla portata di tutti, è probabile che nell’occuparci di molte cose e di vari argomenti, potremmo commettere qualche errore, ma in fondo chi mette in pratica può sbagliare, chi invece rimane ad osservare può non commettere errori di sorta e magari gli sarà anche facile criticare. Non chiederemo nessun contributo economico, quello che potremo fare, sarà fatto del tutto gratis e tutte le attività del comitato verranno pubblicate sulla pagina per trasparenza. Crediamo che tutto ciò che riguarda le persone con disabilità deve essere fatto senza fini di lucro, perché nessuno ha scelto di aver bisogno degli altri per vivere una vita degna di essere chiamata tale. Vi anticipiamo una scelta che potrebbe sembrare “contro corrente” (per esperienza pregressa) abbiamo scelto di non unirci ad altri enti, per conservare una nostra autenticità e libertà, rimanendo comunque aperti a suggerimenti e confronti. Sperando dal canto nostro che sempre più persone si occupino di tematiche sociali e di interesse comune. Inoltre racconteremo le vostre storie, fatti, disagi, speranze, sogni ed esperienze, sempre perché convinti che la conoscenza di tutte le realtà che il nostro mondo ci presenta, sia un modo valido per renderci tutti migliori.

Una giornata a 12 V

Posted: 2nd Gennaio 2017 by ecodiunorizzonte in La voce delle emozioni
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Cari lettori, vi chiederete il perché di questo titolo, in realtà non lo sappiamo bene neanche noi, ma proviamo a spiegarcelo assieme. Questo articolo, senza trucco, nasce proprio dall’idea di un titolo che voglia riassumere la dipendenza di una persona disabile, dalle sue batterie dello scooter o carrozzina. Ebbene sì, perché chi, come me, si sposta esclusivamente con la carrozzina elettrica, a volte non è facile farci bastare l’autonomia per un giorno intero. Per non parlare dell’estate che con le sue giornate molto più lunghe e le sue serate tiepide, invogliano a fare qualche km in più consentito dal “serbatoio”. Ed ecco le domande più solite che più o meno chiunque conosci ti fa :
“E quindi quanti km ci fai con questa?”
“Su un percorso misto circa una decina.”
La ricarichi la sera? Quanto ci vuole per caricarla?
” Sì, di sera anche perché la carica è lunga e richiede da una batteria a metà della carica almeno 4 ore.”
Si potrebbe dire che noi ruotati siamo elettroni dipendenti? Chissà se sarebbe giusto avere un piccolo sconto sulla corrente anche per chi dipende suo malgrado dall’elettrone per scorrazzare in giro…Ma questa è un altra storia.

C. Durso & C. Nicita

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Un sorriso al nuovo anno

Posted: 31st Dicembre 2016 by ecodiunorizzonte in Articoli
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sorrisi-1-4b49d157-49a5-4a2c-a16c-5bb592550deeÈ la notte la parte più pericolosa di una giornata. Ci si ritrova a letto, al caldo sotto le coperte, quelle coperte che con il loro calore ci fanno sentire protetti, al sicuro, ma che a volte con il loro peso ci rendono prigionieri. Ci si ritrova al buio, in silenzio senza alcun rumore, se non quello del proprio respiro. In questo momento il mio di respiro, un po’ diverso, un po’ più accentuato, si fa sempre più forte, come se volesse soprapporsi ad ogni pensiero, ma non ce la fa. Troppe sono le paure, i sogni, i progetti, non potrebbe mai annebbiarli, non ci riuscirebbe neanche se si impegnasse.
Niente può bloccare la mente quando inizia a viaggiare, non la si può fermare, in nessun modo, neanche se lo si voglia, neanche se glielo si chiede, tira avanti, dritta per la sua strada, e noi, noi non possiamo far altro che inseguirla, rincorrerla, o camminare pari passo con lei. È l’ultimo giorno dell’anno, ed è forse per questo che ha deciso di ripercorre tutto quello che è stato e di iniziare ad ambientarsi e pronosticare nel futuro, così entrambi fuggiamo insieme nei ricordi già accaduti, che sembrano più belli come tutto ciò che è passato e che romanticamente diventa nostalgia. Probabilmente lo sa, sì senz’altro lo saprà, conoscerà le paure che riservo nel futuro, le ansie, ma anche tutte le speranze. Saprà ogni cosa senz’altro.
Provo dunque a sedermi affianco a loro, affianco alle mie emozioni, per un solo secondo, per un attimo, con la fiducia di scoprire anch’io qualcosa in più. Provo perciò a descrivere questo 2016, e per farlo uso un sorriso. Sì esatto, un sorriso, non uno qualunque ma il più prezioso che ci sia. Si sa, nella quotidianità utilizziamo vari tipi di sorrisi. Quelli che vogliono celare, un po’ finti per l’esattezza, quelli che si fanno quando spiegare il motivo della propria tristezza risulterebbe complicato, e allora si preferisce sorridere e nascondere. Sorrisi di timidezza, di circostanza, di educazione, di nervosismo. Così tanti sorrisi che molto spesso dimentichiamo quello più bello, il più puro, che in fondo non è altro che quello più felice. Ecco, senza alcun dubbio usiamo spesso quelli sbagliati. Suppongo di averli usati tutti anch’io, ma ciò non significa che non sappia quale sia il mio preferito, io che amo la verità, non posso che di conseguenza amare il sorriso più vero. Vorrei che questo nuovo anno fosse un sorriso per tutti, con meno dolore e con più amore, con meno timori e più sicurezze, con più vittorie e meno sconfitte, con più diritti e meno incertezze. Semplicemente un anno felice, con il sorriso più bello di sempre.
Carmelina Nicita

Il rispetto della legge…Da oggi anche online!

Posted: 28th Dicembre 2016 by ecodiunorizzonte in Articoli
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Rispettare la legge è un po’ come rispettare se stessi, ed è proprio bello quando un diritto non viene negato, ma ci si impegna affinché venga rispettato. È stato fatto un nuovo passo per il futuro dei giovani italiani, passo compiuto da Crescere in Digitale dopo una specifica richiesta.
Crescere in Digitale nasce per dare una speranza ai ragazzi iscritti a Garanzia Giovani, ragazzi dai 15 ai 29 anni, che ad oggi si ritrovano senza un lavoro. Google con questo progetto vuole dare una formazione gratuita sulle competenze digitali messi a punto da Ministero del Lavoro, dalle Politiche Sociali, da Google e Unioncamere. Il tutto viene svolto attraverso un training online, lezioni di preparazione da 50 ore. Il test finale, prevede di rispondere a 100 domande a risposta multipla in 60 minuti, ma ad oggi questo è possibile variarlo.
A proporre di modificare un po’ le cose è stato Christian Durso, un ragazzo diversamente abile. Il giovane ha cercato di spiegare le proprie difficoltà a Unioncamere, perché rispondere a 100 domande in 60 minuti, con una malattia che comporta ad un rallentamento dei movimenti, é quasi del tutto impossibile. Capita la necessità e l’importanza della richiesta, Crescere in Digitale si è fin da subito mobilitato per trovare una soluzione. Dopo poco più di un mese infatti, al ragazzo è stato comunicato che, dopo aver inviato il proprio certificato di invalidità, avrebbe potuto svolgere il test non più in un’ora, bensì in due. Una piccola conquista che grazie a Christian e a Crescere in Digitale, ora, tutti coloro che convivono con una disabilità, ne potranno beneficiare, sperando che questo traguardo sia solo il primo di tutti gli altri esami futuri.
Carmelina Nicita.

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